. . .ti alzi una mattina, appoggi lievemente i piedi a terra. . hai da poco imparato a camminare, c'è ancora chi ti veste. . aspetti loro per la colazione, aspetti loro per farti vestire. .
poi, con il tempo inizi a vestirti da sola. . inizi a prepararti da sola la colazione, inizi a voler andare da sola a scuola per attraversare la strada capendo che, anche se sfidi la morte ogni volta che appoggi il piede sull asfalto senza strisce pedonali sorridendo, ti piace camminare da sola solo perchè ti piace rischiare.
dopo un po, maturi. . ma continui ad attraversare la strada sempre senza cognizione di causa. . .
eh beh, sarebbe anche il caso a quasi 17 anni . . che ne dici?
poi, un altra mattina ti alzi, appoggi lievemente i piedi a terra senza minimanete immaginare che la tua vita ti avrebbe stupito giornalmente, in negativo e in positivo, che avresti vissuto esperienze a dir poco orribili o semplicemente strane e fuori dagli schemi, che avresti conociuto persone alle quali avresti voluto veramente bene, che avresti avuto un sacco di problemi, ma che piano a piano avresti combattuto per realizzare i tuoi sogni, per vivere un'attesa così stressante, per aspettare corse e colpi di cielo . .
che ti saresti trovata, che avresti trovato le tue basi e costruito la tua città. . .
un altra mattina ti alzi, appoggi lievemente i tuoi piedi a terra, il tuo primo pensiero va su quell'orrende serie di compiti e interrogazioni della mattinata in arrivo. .
ti chiedi come farai a copiare o a scanzare l'interrogazione di latino . .
alle 2, prendi il tuo cellulare, contenta di non essere stata interrogata, e vedi chiamate, messaggi, urla e gridi persi in poche parole toccanti, in una telefonata che ti portava verso il terreno, perchè non c'era nulla di alto in quelle parole, ma solo dolore, dolore, dolore e lacrime...lacrime che ti graffiavano la pelle tanto che erano forti, lacrime che ti soffocavano il respiro e allo stesso tempo ti stringevano la mano perchè era tutto quello che di quella ragazza ti rimaneva...
in quel momento la vedevi allontanarsi dalle parole, recandosi verso i sospiri divini che oggi sento riscaldarmi le spalle...
. . quel mio amico ancora lì, tra letti e fili orribili. . in bilico tra la vita e quello che oltre ci riserva la morte. . .
e ora, tra basi fortificate, tra consigli, tra amici, tra parole timide ma profonde, tra telefonate e milioni di contatti, tra altre lacrime e sforzati sorrisi. . mi prendo la mano e mi accompagno verso altre piste, verso altre attese e altro tempo che questa situazione mi porterà. . .è un colpo della vita, è un gioco divino che prova a sballare i tuoi equilibri, a influenzare ogni minima parte di te. .
il dolore, la sofferenza si impongono insieme a ciò che di bello e fantastico ricordo di federica, a ciò che di bello potrà portarmi questa cosa. . .a ciò che di bello, nonostante tutto, è la vita. . .
vivrò questo momento, vivrò tutti gli altri. . perchè io ho deciso di vivere questa vita. . ho detto no alle fughe, ho detto no all indifferenza. . .
e anche lei lo sapeva. . o almeno speravo lo sapesse. .
è dura, è difficile. . .è un trauma. . . è la vita.
e fa parte degli incidenti, in senso lato, che la lunga corsa che è proprio la vita, riserva. . .
. . il traffico è bloccato per ora. . .
non è così fluida quest autostrada. . .
ma, ci sono.
domenica 20 aprile 2008
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