"..benvenuta tra i dannati.."
..questa è la frase che mi ha detto un grande ex pilota automobilistico dopo aver saputo l'effetto di questo 17 giugno sul mio corpo..e sulla mia anima...
Autodromo - direzione.
eccoci arrivati.
"Mi dice il suo nome per piacere"
"Foglia Linda"
"Eccoti qui, prego, vai. In fondo. Box 1 e 2."
Box?
penso.
ma stiamo parlando della stessa persone?
io ho visto kartodromi, piste immense dove il mio posto non erano i box, ma gli spalti.
e lui ora che fa?mi dice che devo andare verso i box?
..la felicità iniziava a impossessarsi di me.
arrivo.
eccoli lì, quei fantastici istruttori, quella grande famiglia che siamo stati per 1 giorno, per quando condividi qualcosa del genere non puoi stringere con le persone che ti stanno intorno.
Quell'atmosfera di passione pura, allo stato più tenero e piccolo della sua crescita.
lezione teorica.
curve?
dinamica?
ma è tutto vero?
mi stanno spiegando come frenare, accelerare,sterzare...il fatidico punto di corda...
fine della teoria.
tac.
pulsante, si alza la copertura dei box ed esce lei.
una magnifica 330 che ci guardava con l'aria di una bambina imbestialita.
il mio istruttore mi cerca e mi dice di dirigerci prima dalla serie 1.
Piccola, cattiva e potente.
entriamo, parliamo...
regolo e parto subito.
"qui rallenta, siamo nei box"
ma che stai dicendo?
nei box?ancora?
ahaha....
rallento.
e vi giuro è stata la frenata più bella della mia vita ahaha....
entriamo in pista...
sembrava una foresta infinita...un paradiso ....
era mia.
potevo farle quello che volevo.
"falle più larghe, l hai pagata tutta la pista, non sprecare neanche 1 metro"
"..non lo farò promesso"
i primi giri piano...poi "dai gas...dai gas!"
sul serio?
l hai detto tu eh!
e così continua..
la seconda serie con la 330...un mostro su 4 ruote...penso la più grande macchina mai guidata...e sicuramente la più potente...
perfetta...
teneva la strada come un bambino stringe il suo peluche...
e io tenevo lei come una mamma stringe il suo bambino...
con lo stesso amore...con la stessa passione...
dopo quest altra serie..arriva lui.
con i suoi occhi pieni di corsa...quegli occhi che io ho immaginato attraverso le sue parole...i suoi scritti...
quella simpatia e velocità miste insieme nel suo mondo...
mi guardava come se sapesse tutto e allo stesso tempo stupito di cotanta passione...
siamo stati insieme, nei box, sulla pista a vedere le corse...le foto...gli autografi....
la vitalità, la magia di quella danza di adrenalina in un lento con l'emozione e l'amore...
ultimo giro.
serie 1.
il rettilineo è stato allungato, hanno tolto la variante moto.
ecco che inizio a correre, frenando all'ultimo momento, inchiodando la macchina a terra per poi girarla attorno quei cordoli...
ed eccolo che arrivi...
170...180...190...la sentivo piangere...
"avanti, anche la quinta"
ma tutto quello che vuoi amica mia!
...non me ne sarei più andata...
so solo che ora ho 1 conferma fondamentale.
la guida in pista.
la guida veloce.
la corsa.
tutto ciò che prima avevo provato a metà ora è confermato....
ho capito che è vero, più di quanto potessi immaginare...
"guarda oltre la curva"
si...guardo alla fine per stabilire la mia traiettoria.
fondamentale.
intuibile.
veloce.
non ho mai corso così, e questa è la prima di una lunga serie.
non mi basta.
voglio di più.
molto di più.
..esperienza fondamentale, vissuta con le persone fondamentali.
sebbene mi sia ritrovata sola, con pochi...
mattia che mi ha seguito la notte, ricordato l'appuntamento ahah, vissuto fino all'ultimo millesimo di secondo con me...e devo dirti grazie per esserti esaurito con me eheh...
e a chiunque mi abbia seguito, non voglio fare tutti i nomi, grazie.
ho capito chi ha capito.
ho capito chi voleva capire.
e ho capito chi non c'è stato in questi giorni, se non grazie a me e al mio interesse.
sono viva.
Linda
giovedì 17 giugno 2010
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
2 commenti:
questo post corre!
questo post vive!
hai scritto emozioni così rapide, intense, che nemmeno ti sarebbe bastato tutto il blog per raccontare...
aspetto con voglia la tua prossima "gita veloce"! chissà dove ti lancerai!??
e ovunque il tuo sedere si sedrà
io sarò in parte!
ti adoro
mettiu
se è vero che sono un pilota, lo sono per qualche arte o grazia ricevuta, lo sono anche per merito della tecnica e del mio impegno, e perché so con certezza che cosa è … “la velocità”.
Un pilota conosce la velocità come un vecchio marinaio il vento di scirocco. Ne ha una conoscenza approfondita, non superficiale: la intuisce, la fiuta. Lui sa che la velocità non è rumore ne rombo di scarichi affusolati come serpenti urlanti; non è stridio di pneumatici ne scatto arrembante e scalpitante, non è il vento sulla faccia ne il paesaggio che sfugge di lato alla tua vista, non è il piede schiacciato sul pedale ne l’appello a un inutile coraggio; non è fretta, non è impressione, non è quasi, non è forse.
La velocità è solo spazio/tempo.
Per misurarla il pilota ha a disposizione il contachilometri e anche il contagiri ma non può certo consultarli quando deve frenare all’ultimo momento prima di una curva! Allora un pilota la velocità la valuta con tutti i sensi di cui dispone. Dal suono del motore sente se arriva con più giri del solito, dalla spinta centrifuga se è al limite dell’aderenza: ma sono gli occhi che gli permettono la valutazione più precisa. Quando dopo una staccata al limite il pilota entra in curva a una certa velocità, e ad ogni giro la ripete, ha sempre la stessa, medesima velocità Se è più lento di uno o due chilometri all’ora se ne accorge e accelera un attimo prima. Se si accorge di essere troppo veloce cerca di rimediare. Ma un pilota non sbaglia mai la velocità di 5 chilometri all’ora! Non sarebbe un pilota.Se sono dunque gli occhi che gli permettono questa precisione possiamo forse pensare che abbia una vista eccezionale, ma non è così e infatti abbiamo anche piloti con gli occhiali! Immaginiamo allora che, come tutti noi, il pilota vede la curva avvicinarsi. Quando passa sul traguardo intravede per un lampo le segnalazioni dai box e già punta verso quella piccola curva che lo aspetta sonnacchiosa in fondo al rettilineo. Eccola, ora, diventare sempre più grande, sempre più vicina come un ammonimento, fino al punto della staccata violenta. Per valutare la velocità gli occhi hanno riconosciuto una immagine, una grandezza di quell’immagine, un “frame” dell’immagine come riferimento. Ma se tutti i piloti hanno i loro punti di riferimento i campioni non ne hanno bisogno. Loro sanno riconoscere la velocità anche al primo giro partendo da fermi, anche arrivando affiancati all’avversario all’interno o all’esterno della curva. Il segreto è semplice: il loro pensiero, le loro sensazioni, sono sempre più veloci dell’auto con cui stanno correndo. Perché anche a 200 Km/h, tra “vertigine e solitudine”, nei loro occhi, le immagini della pista scorrono come al rallentatore. Solo così possono prendere la decisione giusta. Solo così possono sapere con certezza che cosa è la “velocità”.
Ti voglio bene Pilota, Campione!
:)
Pako
Posta un commento