martedì 15 gennaio 2008

celesti.
i suoi erano celesti.
maledettamente celesti.
il segno corso solo dal suo pungente ricordo.
di un area vuota dove poter gridare il nome.
dove poter gridare a quegli occhi.
occhi che ancora guardo su quel segno rovinato.
cambio dove l'unione non era prevista.
breve tratto a più di un passo.
brevi ore con più di uno sguardo.
sfondo rovinato dall'impossibilità.
panorama offuscato da una siepe.
ma ho guardato.
ugualmente.
una, due, mille volte.
forse troppe o forse troppo poche.
sere e notti per poterli guardare ancora una volta.
forse l'ultima.
e ancora.
forse l'ultima.
e mai più.

a te che non sai.
a te che non hai mai saputo.
a te dove l'incontro era conoscenza.
a te che incosciamente guarderò prima del lontano.
in te, dove rimarrà un passo leggero e mai più una corsa.

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